lunedì, gennaio 15, 2007

Fili in sospeso, capitolo nono

9.

E' per questa ragione che l'amore è così disperatamente cercato e così abilmente evitato. L'amore toglie le maschere senza le quali temiamo di non poter vivere e dietro le quali sappiamo di non poter vivere.

(James Baldwin)

Mi schiarisco la voce, tentando di trovare il coraggio di cominciare il discorso. L'inizio, la partenza, è difficile. Quando uno ha iniziato, il resto viene da solo.

Giorgia è ancora qui accanto a me, seduti sulle scale che portano ai cessi della discoteca. Del resto sono passati solo pochi secondi da quando si è seduta, anche se a me sta sembrando un secolo. E così, di punto in bianco, senza quasi accorgermene, comincio.

"Beh.... vedi...

****

.... io stavo pensando che ...insomma, mi piaci, e allora..." Senza tanti altri giri di parole, anche perchè non so più cosa dire, l'abbraccio e appoggio la mia bocca sulla sua.

Giorgia rimane per un attimo perplessa, le labbra serrate. Probabilmente è il suo primo bacio, in fondo ha soltanto quattordici anni.

Siamo seduti sul tronco segato di un albero, in un praticello ai bordi della strada che a pochi metri da qui si allarga nella piazza di Le Prata. Una catasta di legna ci copre da sguardi indiscreti, e le foglie e i rami dei pioppi piantati dal comune parano un po' del sole assassino del dopo pranzo.

Lentamente Giorgia si scioglie dall'abbraccio e mi guarda senza dire nulla. "Certo che la potevi pure aprire la bocca, mica ti mordevo" le dico. Devo sempre rovinare tutto per il gusto di una battuta imbecille.

Me ne rendo conto subito, e cerco di rimediare. "No, scherzavo. Sono contento. Davvero....

****

...sono proprio contento di averti rivisto... Era una cosa che volevo fare da tempo. Forse non lo sai, anzi, non lo sai di sicuro, ma l'anno scorso per Santo Stefano sono venuto a Castagno perchè ho pensato 'lei c'è di sicuro, così la rivedo'.. Arrivo a Castagno, giro per la strada che porta a Le Prata, arrivo nella piazza e vedo la Ritmo blu... e un'altra macchina targata Bologna.... Così ho fatto il giro del paese, mi son fermato alla Veranda dieci minuti e sono tornato giù, a Firenze... Avevo dei dubbi anche se venire oggi al matrimonio, poi ho pensato che dovevo venire, perchè ti volevo rivedere, ti volevo parlare.... Perchè, insomma, per farla breve... Oh, io ti amo... Un c'è verso, sarà imbecille, sarà stupido, sara quello che ti pare, ma io ti amo... Come? Se ti prendo in giro? Ancora... Senti, una volta per tutte: io ero una testa di cazzo, mi comportavo male, a volte mi piaceva fare il ganzino, però, quando dicevo che ti amavo, dicevo la verità... e te un tu ci credevi... Ora poi, che senso avrebbe mentire? Bisognerebbe che andassi dallo psichiatra, dal grullaio, altro che mentire. A volte farei come nei cartoni animati: un bel buco nella testa con un succhiello per vedere di farti uscire da lì, e mi chiedi se è vero, se ti prendo in giro... Ti sembra che mi stia divertendo, che ti stia prendendo per il culo? A me un mi sembra, anzi... Ma insomma, io quello che ti volevo dire te l'ho detto, un so a che serva ma te l'ho detto, e un mi sento nemmeno meglio come credevo, che dicevo 'se riesco a parlarle, a farle capire, mi sentirò meglio di sicuro, comunque vada'... Sì, una sega. Mi sembra di star peggio di prima...."

Nessun commento: